Lettera aperta agli hobbisti di Bill Gates

Questo articolo sarà il primo di una serie di articoli sulla storia dell’IT questo in particolare tratta della Lettera aperta agli hobbisti di Bill Gates, un personaggio che attualmente è osannato quasi quanto Steve Jobs. Sono passati passati quasi 40 anni da quando questa lettera fu scritta e anche se informaticamente parlando sono una vita conteneva già a grandi linee l’idea di come il software doveva essere distribuito e di come doveva essere protetto intellettualmente concetti all’epoca non molto importanti per gli hobbisti.

Un tempo i pc erano oggetti di nicchia e il profitto era dato principalmente dall’hardware,il software era condiviso e modificato da tutti liberamente e nessuno si sarebbe sognato di farlo pagare tanti soldi o peggio ancora di impedire agli altri appassionati di modificarlo. Molta della genialità del signor Bill Gates fu quella di creare profitto da un software proprietario creando un sistema di mercato molto simile a quello dei libri o della musica.

« Ora vi chiedo: ha, un musicista, il diritto di incassare le royalty provenienti dalla vendita dei suoi dischi o ha, uno scrittore, il diritto di incassare le royalty sulle vendite dei suoi libri? Sono le persone che copiano il software diverse da quelle che (sig) copiano i dischi ed i libri? »
(Bunnel David, “Computer Notes”, settembre 1975)

Nella lettera parla di qualcosa che non è ancora ben chiara, ma che in futuro verrà definita come Pirateria Informatica. Vi è scritto chiaramente che lui ha perso del tempo a scrivere il codice e che se tutti copiano il software senza pagare nessuno scriverà del codice di qualità in quanto nessuno ci perderà troppo tempo. Certo non aveva tutti i torti il codice va in qualche modo pagato perchè lo sviluppatore ci lavora e il tempo che ci ha perso va retribuito. Purtroppo Bill non si è limitato a fare questo, ma ha creato del software che non poteva essere modificato da altri e che poteva essere solamente usato accettando termini di servizio sempre più vessatori. Oltretutto nella lettera mentì perchè il suo software almeno inizialmente non era neanche di qualità eccelsa. Un’altra genialata commerciale di Gates fu quella di cercare di diffondere il più possibile il suo software, prima attraverso l’IBM (ma questa è un’altra storia), in seguito tramite la stessa pirateria che odiava. Destino volle (forse anche con qualche spintarella di chi aveva capito quello che stava succedendo) che entro poco tempo i pc si sarebbero diffusi non solo tra gli appassionati, ma anche tra le persone normali come un normalissimo elettrodomestico. All’utente comune degli anni ’80 non importava se il codice è modificabile, ma gli importava di poter fare i calcoli con Excel, giocare a qualche giochino senza che tutto quanto crashi. L’ignoranza informatica favorì Gates che grazie ai suoi sforzi e al suo duro lavoro poverino è diventato uno degli uomini più potenti del mondo alla faccia di chi credeva che il software sarebbe dovuto rimanere libero. Il suo OS ha dominato il mercato per tantissimi anni creando un monopolio da cui uscirne non era facile se non fossero esistiti Linux, Java, Stallman 🙂 sarebbe forse stato ancora più difficile. Un mercato (ampiamente a favore della fuffa e del denaro rispetto all’effettiva utilità) destinato a crescere sempre di più e che ancora oggi funziona. Io stesso devo lavorare in ambiente windows e ho dovuto sviluppare software che gira solo su microsoft windows. C’è stato un periodo in italia che penso quasi tutti quelli che avevano un pc ci installavano windows piratato sopra. Solamente negli ultimi 10 anni microsoft è entrata in una sorta di decadenza per quanto riguarda la diffusione del suo OS un pò perchè i desktop non vendono più, un pò perchè non è ancora riuscita a conquistarsi una fetta di mercato nei sistemi mobile e non penso che ci riuscirà almeno a breve termine.

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La verità è nel mezzo

I ragionamenti di Gates non erano completamente sbagliati, il software va in qualche pagato nella giusta misura altrimenti poi gli sviluppatori morirebbero di fame. 🙂 Se tutti fossero più generosi con le donazioni non ci sarebbe manco il problema di venderlo sto software. Il codice secondo me andrebbe rilasciato con il sorgente sia per una questione di trasparenza sia per una questione di praticità per chi volesse modificarlo.
Attualmente i modelli di vendita per i contenuti digitali stanno cambiando, la connettività è presente ormai ovunque e tantissimi possiedono dispositivi con cui possono usufruire di tali contenuti, ma anche produrli e distribuirli autonomamente. In questo nuovo ecosistema ci sono tantissime persone che possono comprare contenuti e tantissime altre persone che possono produrre contenuti vendendoli a prezzi molto contenuti, a volte anche gratuitamente. Questo è un sistema molto simile a quello già anticipato da Jim Warren nel ’76:

« C’è una valida alternativa ai problemi del “furto” del software sollevati da Bill Gates nella sua rabbiosa lettera agli appassionati di computer. Quando il software è gratuito, o poco costoso, è più facile pagarlo che duplicarlo, così che non sia “rubato”. »
(Jim Warren, “SIGPLAN Notices” (luglio 1976))

La stessa cosa sta accadendo al software, purtroppo il modello di business predominante non è ancora quello di rilasciarlo in maniera libera (open source), forse in futuro quando tutti sapranno programmare, il software finalmente potrà tornare ad essere unicamente open source come era un tempo.

qui di seguito la lettera aperta agli hobbisti di Bill Gates:

LETTERA APERTA AGLI HOBBISTI
di William Henry Gates III
3 febbraio 1976
Secondo me, la cosa più critica nel mercato hobbistico, in questo preciso momento, è la mancanza di corsi e libri di software validi e di software di qualità. Senza software di qualità e un proprietario che s’intenda di programmazione, un computer hobbistico è sprecato. Ma verrà mai scritto del software di qualità per il mercato hobbistico? Quasi un anno fa, Paul Allen e io, prevedendo un’espansione del mercato hobbistico, abbiamo assunto Monte Davidoff e abbiamo sviluppato l’Altair BASIC. Anche se il lavoro iniziale ci ha richiesto
soltanto due mesi, noi tre abbiamo trascorso la maggior parte dell’anno scorso a documentare, migliorare e aggiungere funzioni al BASIC. Ora
abbiamo il BASIC 4K, 8K, EXTENDED, ROM e DISK. Il valore del tempo-macchina che abbiamo utilizzato supera i 40.000 dollari. Le reazioni che abbiamo avuto dalle centinaia di persone che dicono di usare il BASIC sono state tutte positive. Tuttavia sono evidenti due fatti sorprendenti: 1) la maggior parte di questi “utenti” non ha mai acquistato il BASIC (meno del 10% di tutti gli utenti Altair ha acquistato il BASIC); 2) se si considera l’ammontare delle royalty risultanti dalle vendite agli hobbisti, il tempo che abbiamo dedicato
all’Altair BASIC vale meno di due dollari l’ora.
Come mai? Come la maggior parte degli hobbisti non può non sapere, la maggioranza di voi ruba il software che usa. L’hardware va pagato, ma il software è una cosa da condividere. A chi importa se la gente che ci ha lavorato viene pagata?
È giusto tutto questo? Una cosa che di certo non riuscite a fare rubando il software è vendicarvi della MITS per qualche problema che avete
forse incontrato. La MITS non guadagna dalla vendita di software. La royalty pagata a noi, il manuale, il nastro e i costi amministrativi la rendono un’operazione che chiude in pareggio. Una cosa che invece riuscite a fare è impedire che venga scritto del buon software. Chi può permettersi di svolgere gratuitamente un lavoro di qualità professionale? Quale hobbista può dedicare 3 anni-uomo alla programmazione, al debug, alla documentazione del prodotto e poi distribuirlo gratis? Il fatto
è che nessuno, a parte noi, ha investito molto denaro nel software hobbistico. Abbiamo scritto il BASIC 6800 e stiamo scrivendo l’APL 8080 e l’APL 6800, ma l’incentivo a rendere disponibile agli hobbisti questo software è molto scarso. Per dirla esplicitamente, quello che voi commettete è un furto.
E che dire dei signori che rivendono l’Altair BASIC? Non stanno forse lucrando sul software per hobbisti? Certamente, ma coloro che ci sono stati segnalati alla fine ci potrebbero rimettere. Sono costoro che danno una brutta nomea agli hobbisti e dovrebbero essere cacciati a pedate da qualsiasi raduno di club al quale si presentano. Sarei lieto di ricevere lettere da chiunque voglia pagare il dovuto o abbia suggerimenti o commenti da fare. Scrivetemi all’1180 di Alvarado SE, #114, Albuquerque, New Mexico, 87108. Nulla mi farebbe più piacere che essere in grado di assumere dieci programmatori e inondare il mercato hobbistico di buon software.
Bill Gates
Socio accomandatario, Microsoft

Maggiori informazioni puoi trovarle su wikipedia:
http://it.wikipedia.org/wiki/Lettera_aperta_agli_hobbisti
http://it.wikipedia.org/wiki/Bill_Gates
http://it.wikipedia.org/wiki/Tim_Paterson

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